E dopo i sgnalibri, ecco il corso di lettura…

Le iniziative primaverili della Biblioteca prendono finalmente il via, seguendo il ritardo climatico. Mentre è in pieno svolgimento il concorso dei segnalibri, parte una nuova iniziativa. il Corso di lettura ad alta voce.
Può sembrare una scelta insolita, ma è una iniziativa alla quale pensavo da molto tempo e alla quale tengo molto. Fin da quando insegnavo nella scuola superiore, mi sono reso conto di quanto si sia persa l’abitudine a leggere ad alta voce e di quanto invece sia una pratica formativa: utile perché costringe chi legge a comprendere più in profondità il testo, a saggiarne le diverse possibilità interpretative, a goderne anche l’aspetto fonico; ma utile anche per imparare a ‘comunicare’, ad acquisire padronanza e consapevolezza della comunicazione orale.
Non un corso di recitazione o un corso per pochi eletti, ma tre semplici lezioni per sperimentare alcuni aspetti fondamentali della lettura ad alta voce e, perché no, per studiare nuove iniziative che esplorino questa forma di fruizione dei libri.
Ora questo sogno diventa realtà grazie alla generosa collaborazione dell’Associazione Servi di Scena, che certo voi tutti conoscete (a proposito: andate a vederli sabato 17 a Ceva…).
Il corso, indirizzato agli adulti, è gratuito, ma per la sua stessa natura richiede un numero limitato di partecipanti, sbrigatevi dunque a segnalare il vostro interesse.
Scaricate qui le date e informazioni sul corso
Per segnalare la propria partecipazione e chiedere informazioni rivolgetevi in Biblioteca o inviate un messaggio a bibliosanmichele@gmail.com

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Ciao Piter

Lo confesso, il colpo è stato grande, e finora non me la sono sentita di scrivere. Sono venuto meno a quello che era un dovere, ma Piter era per me una presenza costante quando ero al computer: i suoi post, i suoi email mi accompagnavano costantemente mentre lavoravo, e forse solo ora mi rendo conto di ciò che ho perso: non avevo voglia di collegarmi al blog senza di lui. Scrivere è il mio mestiere, ma evidentemente non basta. Spero di riuscire presto a dedicare qualche parola alla sua memoria, ma ora vorrei limitarmi a ricordare solo i suoi rapporti con la Biblioteca.
Conoscevo Piter da sempre – come si può non conoscere Piter? –, ma paradossalmente abbiamo cominciato a lavorare assieme proprio scontrandoci sulla biblioteca. Sì, scontrandoci: Piter era diffidente sull’apertura di una biblioteca che poteva sembrare una semplice operazione d’immagine, e io ho reagito duramente in difesa di quello che stavo cercando di fare. Lo scontro è stato estremamente produttivo, perché così era Piter: non si tratteneva certo dal dire chiaro quel che pensava, ma era altrettanto pronto a cambiare idea se gli dimostravi che le cose andavano viste in maniera differente, e così come duro poteva essere il contraddittorio, altrettanto viva era la collaborazione che ne derivava. Da allora tante cose abbiamo fatto assieme e su tante cose abbiamo confrontato le nostre opinioni, talora in maniera vivace, ma sempre con grande amicizia e rispetto, e proprio lui, pronto a prendere di petto i problemi, era sorprendentemente paziente con me quando a mia volta il mio brutto carattere mi faceva reagire con inopportuna veemenza, il più delle volte a causa di qualche malinteso. Questo personalmente per me è stata una ricchezza: potevamo sapere che ciascuno di noi due non avrebbe esitato a dire quello che pensava e che su molte questioni ciascuno sarebbe rimasto della propria idea, ma cercavamo costantemente un confronto che sempre aveva portato ottimi risultati.
Così è stato anche con l’ultima iniziativa portata avanti assieme per la Biblioteca: la prima edizione del concorso dei segnalibri. Quando gli avevo chiesto di far parte della giuria, si era stupito che avessi pensato a un’iniziativa che contemplasse le arti figurative, proprio io che mettevo avanti a tutto la parola scritta. L’iniziativa gli piacque e collaborò attivamente alla sua realizzazione, e proprio recentemente, mentre attendevo conferma dei fondi necessari per la nuova edizione, insisteva perché non lasciassi cadere un’iniziativa che riteneva potesse diventare una tradizione duratura, come molte altre a cui lui stesso aveva dato vita. Proprio l’ultima sera, in Consiglio comunale, aveva ricordato il concorso come un esempio da seguire.
Ora sono quasi imbarazzato a dire che quest’anno la Biblioteca dedicherà a lui il premio del concorso, perché mi sembra poco e tardivo. Vorrei allora aggiungere qualcosa di più: dallo scorso anno abbiamo iniziato a raccogliere attrezzature e materiali per un’iniziativa che io avevo modificato e battezzato Scrigno della memoria, ma che partiva da una SUA idea; quella di creare un archivio informatico di notizie, foto, scansioni di documenti, testimonianze di ogni genere sul passato anche prossimo del nostro paese. Una sorta di arca di Noè della memoria che salvasse le cose grandi, ma anche i piccoli ricordi della quotidianità dal naufragio del tempo. Lui stava facendo qualcosa di simile per sé, ora penso che sarebbe bello che il suo sogno, che da un anno è in attesa di sbocciare, diventasse finalmente realtà nella nostra biblioteca con il contributo di tutti.
Il tuo Edoardo